Che cos’è il Forensic SEO?

È un termine che comincia a farsi largo tra gli specialisti del nostro settore negli States (con cui ho molto a che fare ultimamente). Se non l’hai sentito nominare è una fortuna per te: non sei stato colpito da una penalizzazione di alcun genere.

Gli ultime due anni sono stati intensi (a dire poco) se non rivoluzionari nell’approccio al SEO e più in generale per quanto concerne l’approccio alla visibilità nei motori di ricerca. Tuttavia il vecchio link building è spesso ancora lì nel profilo dei backlink e da un momento all’altro Google potrebbe presentare il conto ed abbattersi sul tuo sito se hai fatto del link building … diciamo “non naturale”.

In effetti devo dire che il termine Forensic SEO sposa abbastanza bene l’attività descritta in questo articolo. Si tratta di una vera e propria attività investigativa resa necessaria da una penalizzazione manifesta, quando cioè Google manda la letterina di avviso che è stata implementata una penalizzazione (in questo caso è manuale per mano di un operatore dello SPAM team). Ci sono però tantissimi altri casi in cui letterine non arrivano ma il traffico da un giorno all’altro comincia a scendere e nel giro di qualche settimana i livelli di traffico scendono considerevolmente. In entrambi i casi è necessario capire quali elementi del profili di backlinking hanno scatenato la penalità.

Si tratta di una vera e propria attività investigativa, dove ogni indizio è importante e serve per costruire la storia dell’accaduto. Non ci possono essere delle garanzie della riuscita dell’attività (dico sempre a Clienti che cercano la garanzia che di garantito nella vita ci sono le tasse e la morte). Non solo non ci sono garanzie, non ci sono aiuti da parte di Google, ma si può stabilire una scaletta per il recupero: in sostanza l’approccio di Google è che ti sei messo in questa situazione facendo link building azzardato e adesso sono affari tuoi tirati fuori dai casini!

Tutto è nell’Analisi del profilo dei Backlink

Tutto ebbe inizio quando il pinguino fece la sua prima comparsa nelle SERP di Google in Aprile del 2012. Migliaia di webmaster vennero avvisati della nuova penalizzazione a causa del loro profilo di backlink “non naturale” ovvero “troppo ottimizzato” (over optimised). Il concetto di link “cattivo” si trasformò in link “tossico” che non è più solo il link di bassa qualità ma anche un link da sito di ottima qualità che utilizza un anchor text troppo ottimizzato. Nei primi giorni di penguin l’opera di pulizia era spesso piuttosto semplice: ricordo un caso di un sito di viaggi che presentava il 25% di link entranti tutti con lo stesso anchor text: un po “sospetto” vero?

Penguin si è evoluto molto e lo studio di una penalizzazione è molto più complicato di quanto non lo fosse all’inizio. Soprattutto nei casi di una perdita progressiva di visibilità in cui valutare i fattori che hanno contribuito a penalizzare il sito richiede grande esperienza e molta intuizione per capire se si tratta di un problema di panda o penguin (e molto spesso è una combinazione di entrambi).

Raccogliere le prove

Proprio in quei casi in cui la perdita di visibilità è progressiva diventa di fondamentale importanza affidarsi ad un esperto di forensic SEO che sappia analizzare il profilo dei backlink, interpretare i dati e capire perché si è abbattuta la penalizzazione sul sito. L’attività deve partire dall’analisi del profilo dei backlink entranti e va analizzata tutta la storia del sito: la storia è parte integrante del presente e del futuro.

L’Anchor text è il primo step dell’analisi per identificare eventuali macro aree di eccessiva ottimizzazione. La tossicità del link è direttamente attribuibile alla sua eccessiva ottimizzazione nell’uso di anchor text dove abbonda l’uso di keywords con cui si desidera acquisire posizionamento nei motori di ricerca.

Ci sono anche molti casi di link di scarsa qualità provenienti da siti con bassa reputazione (tipico delle campagne di “budget link building” degli ultimi anni) e fuori tema (off topic).

Il procedimento di pulizia

Stabilire quali sono i link che vanno rimossi è la fase concettuale a cui segue l’eliminazione fisica dei link – più facile a dirsi che a farsi. L’attività non può essere che manuale ed assai lenta: esaminare i siti, individuare indirizzi EMail e scrivere per richiedere la rimozione del link – attività che può impegnare una persona per mesi. Questa fase di pulizia è fondamentale soprattutto in quei casi di applicazione manuale di una penalizzazione. Meno nei casi di penalizzazione algoritmica (=applicazione automatica).

La pulizia anche della cache

Come ho detto prima, la storia del profilo di backlinking del sito è importantissimo: come dire chi non ha memoria non ha futuro. Quando è possibile è bene effettuare anche la pulizia della cache di Google mediante rimozione delle URL di pagine che avevano un link e che sono state cancellate: il fatto che un link è stato cancellato o la pagina che lo portava è stata cancellata, non implica che Google lo sappia e quindi quel link resta nel corredo dei link del sito. La situazione migliore sarebbe fare pulizia di pagine che non esistono più e far pingare quelle pagine da Google – magari con dei link entranti. Anche questo più facile a dirsi che a farsi.

Che cosa produce un’attività di forensic SEO

L’attività di pulizia non garantisce il ripristino della visibilità nei motori di ricerca così com’era prima della penalizzazione: anzi quasi certamente non lo sarà. Il fatto che una penalizzazione venga rimossa dopo l’aver pulito il profilo dei backlink, solleva il sito dalla penalità e quindi è “libero” di posizionarsi senza limitazioni – il problema è che quei link che avevano aiutato il sito a posizionarsi prima della penalità adesso non ci sono più ed il sito difficilmente riesce a tornare dov’era prima: come dire cornuto e mazziato. L’attività di pulizia permette al sito di liberarsi dalle limitazioni della penalizzazione per poter riprendere a lavorare per costruire in maniera “corretta” link entranti per spingere il sito nelle SERP.

Conclusioni

Gestire una situazione di penalizzazione penguin richiede molta esperienza ed intuizione. Oltre alle capacità tecniche è richiesta anche una buona capacità di gestire situazioni in ambienti carichi di stress ed emotività che derivano dall’applicazione della penalizzazione. Capire le implicazioni della penalità e saper sviluppare un piano di lavoro è essenziale per mettere la proprietà nelle condizioni di poter prendere una decisione informata: se abbandonare il sito al suo destino e cominciare daccapo con uno nuovo, oppure procedere con l’attività di forensic SEO ed effettuare la pulizia dei backlink.

L’Attività di pulizia di un profilo di backlink per eliminare una penalizzazione penguin non implica il ripristino della visibilità organica pre-penalizzazione, ma getta le basi per poter riprendere un’attività di sviluppo della visibilità utilizzando tecniche etiche o comunque in linea con le linee guida di Google e gli altri motori di ricerca.

Vedi anche:

Articolo a cura di: Sante J. Achille

 

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